Barocco Siciliano2018-05-03T18:16:09+00:00

Barocco Siciliano

La Sicilia è stata colonizzata da Greci, Romani, Bizantini, Ostrogoti, Musulmani, Normanni, Hohenstaufen, Angioini e Aragonesi. In seguito divenne una provincia dell’Impero spagnolo e fece parte del Regno Borbonico delle Due Sicilie e poi del Regno d’Italia nel 1860. La straordinaria diversità di architettura nell’isola è proprio il risultato di questa ricca sequenza di culture così disparate.

Dopo la massiccia distruzione causata dal terremoto del 1693, il barocco siciliano emerse nel corso della grande ondata di ricostruzione delle città della Sicilia sud-orientale, in particolare della Val di Noto, in stile tardo barocco. Descritto come “il culmine e la definitiva fioritura dell’arte barocca in Europa”, il barocco siciliano conserva le tipiche curve barocche ma contiene anche una particolare libertà di progettazione architettonica che si manifesta per lo più attraverso maschere grottesche, facciate concave o convesse, balconi e scale esterne.

Noto Barocca

La Noto barocca fu costruita da zero, a 9 chilometri a sud di Noto Antica, dopo la distruzione del terremoto del 1693. La città rappresenta un esempio eccezionale di pianificazione urbana su un sistema a griglia. L’estro artistico di tre architetti, Rosario Gagliardi, Vincenzo Sinatra e Paolo Labisi, domina la storia architettonica della Noto barocca e crea un capolavoro di unità stilistica.

Le otto città del sud-est siciliano (Val di Noto)

Le città tardo barocche del Val di Noto (Noto, Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Palazzolo, Ragusa e Scicli) sono state dichiarate Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2002, non solo per il rappresentare un alto livello di realizzazione architettonica e artistica ma anche per l’esibire innovazioni distintive nella progettazione urbanistica e nell’edilizia urbana.

Ecco i criteri dell’UNESCO per l’iscrizione delle città tardo-barocche della valle di Noto nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità nel 2002.

Le città tardo-barocche della valle di Noto nella Sicilia sud-orientale forniscono una testimonianza eccezionale dell’esuberante genialità nell’arte e nell’architettura tardo-barocca.

Le città tardo barocche della Val di Noto rappresentano il culmine e la fioritura finale dell’arte barocca in Europa.

L’eccezionale qualità dell’arte e dell’architettura tardo-barocca nella Val di Noto risiede nella sua omogeneità geografica e cronologica ed è il risultato del terremoto del 1693 in questa regione.

Le otto città tardo-barocche della valle di Noto nella Sicilia sud-orientale sono caratterizzate dal tipo di insediamento e dalla  struttura urbana di questa area, permanentemente a rischio di terremoti e di eruzioni del Monte Etna.

“Il patrimonio comprende tutti gli attributi necessari per esprimere il suo valore universale eccezionale, in quanto comprende i centri più rappresentativi del periodo tardo barocco della Val di Noto. Le otto città componenti riflettono la gamma di sviluppi architettonici e urbanistici derivanti dalla ricostruzione post-sismica nella Val di Noto dopo il terremoto del 1693. Questo terremoto ha creato un’opportunità per un enorme rinnovamento artistico, architettonico e antisismico delle città: i centri mantengono la loro funzione residenziale, con una florida società di residenti.

Le otto componenti continuano a dimostrare con notevole omogeneità lo stile tardo-barocco e lo stile architettonico della Sicilia sudorientale nei singoli edifici e nella pianificazione urbanistica. In particolare, i piani urbanistici quasi completamente conservati, avendo visto solo poche alterazioni, esprimono una serie di reazioni alla distruzione causata dal terremoto.”

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